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PEUGEOT

Pagina del produttore: www.peugeot.it

Oggi come alle sue origini, l'impero Peugeot è sempre stato legato alla famiglia dei Peugeot, da sempre residente in quella zona attorno alle città di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea. Questa famiglia ha origini antiche, basti pensare che era nota già nel XV secolo. I suoi componenti erano allora prevalentemente selvicoltori e possedevano alcune proprietà boschive tra Audincourt, Hérimoncourt e la stessa Montbéliard, ove avevano impiantato una fiorente attività di produzione e commercio della pece. Da questa circostanza deriva il cognome "Peugeot" che nel francese dell'epoca significa "peciaio".

Alla fine del XVIII secolo, sotto l'impulso di Napoleone Bonaparte, che aveva bisogno di divise per il suo esercito, i Peugeot aprirono un'impresa per la trasformazione del cotone ad Audincourt. Artefice di questa conversione fu Jean-Pierre Peugeot (1734-1814), bisnonno di quell'Armand Peugeot che sarebbe divenuto uno dei principali pionieri dell'industria automobilistica in Francia.

Nel 1810 i figli di Jean-Pierre Peugeot, Jean-Pierre jr. (1768-1852) e Jean-Frédéric (1770-1822) rilevarono il vecchio mulino di Sous-Cratet da adibire a fonderia e laminatoio. Fu questo il primo germe da cui si svilupperà in seguito il grande impero Peugeot. Le tecniche di lavorazione dell'acciaio si evolsero rapidamente e la qualità dei prodotti della fonderia Peugeot divennero tra i migliori in Europa e trovarono clienti anche in Svizzera, in Italia e addirittura in Turchia. Nel corso degli anni, con il mutare della domanda prevalente del mercato, si adeguò nella produzione. Si passò così dalla produzione di lame per seghe a quella di orologi, dalle stecche per ombrelli, alla produzione di molle e persino ad alcuni componenti in metallo per alcune ditte che producevano prodotti di corsetteria. I cambiamenti più significativi riguardanti tali evoluzioni produttive si ebbero nel 1842, quando i Peugeot si associarono ai fratelli Jackson di Manchester e cambiarono la ragione sociale in "Peugeot aînés et Jackson frères", ma anche nel 1848, quando, dopo la crisi economica seguita alla rivoluzione, l'impresa prende il nome di "Peugeot Frères" e fabbrica anche delle montature in acciaio per le crinoline, accessori di moda lanciati dall'imperatrice Eugenia. È del 1847 il primo utilizzo dello stemma raffigurante un Leone sopra una freccia.

Nel 1850 l'azienda della famiglia Peugeot si è talmente sviluppata da contare nuove fabbriche che nel frattempo erano state aperte a Valentigney, Beaulieu e Pont-de-Roide. Lo stesso anno viene introdotto il logo, che rappresentava un leone in piedi su di una freccia. Nel corso degli anni, è sparita la freccia e il leone ha cambiato posizione.[1]

 
Armand Peugeot

L'azienda era all'epoca in mano ai due fratelli Jules ed Emile Peugeot, i quali a partire dal 1865 introdussero i rispettivi giovanissimi figli Eugéne ed Armand. Soprattutto quest'ultimo sarà il vero artefice della nascita del marchio automobilistico conosciuto ancor oggi.

Nel 1879, ad Armand Peugeot viene mostrata la Mancelle, vettura a vapore realizzata l'anno prima da Amedée Bollée: sono questi i primi germi che si insinueranno nella mente di Armand Peugeot, portandolo in breve ad occuparsi di mezzi di locomozione. Fu così che nel 1881, egli convertì la fabbrica di Beaulieu alla produzione di biciclette, attività che risulterà assai redditizia e fiorente, e si protrarrà per vari decenni.

Nel 1888, quando Léon Serpollet realizza il suo motore a vaporizzazione istantanea, Armand Peugeot decide di cominciare a cimentarsi nel campo della propulsione a motore: nel giro di un anno realizza quattro tricicli mossi dallo stesso motore di Serpollet. Tali tricicli vengono esposti alla Exposition Universelle di Parigi nel 1889. Qui, all'ombra della Torre Eiffel, Armand Peugeot vede la Daimler Stahlradwagen, seconda vettura prodotta da Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, a loro volta pionieri dell'industria automobilistica tedesca. L'industriale francese rimane colpito dal motore a combustione interna realizzato dai due tedeschi. Anche un altro francese, Émile Levassor, fu tra i presenti alla manifestazione. Sia Levassor che Peugeot, alla fine della rassegna, acquisirono da Gottlieb Daimler i diritti per la produzione in proprio dei nuovi motori.

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