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JAGUAR

Pagina del produttore: www.jaguar.it

Nel 1921 William Lyons, un giovane ingegnere di Blackpool, laureatosi a Manchester e con un'esperienza presso la Crossley Motors e la Sunbeam, conobbe un giovane pilota motociclistico di nome William Walmsley, con alle spalle una significativa esperienza nel settore della costruzione artigianale di sidecar.

Il 4 settembre 1922 i due fondarono la Swallow Sidecar Company che inizialmente diede lavoro otto operai. In seguito, al gruppo si aggiunse anche Arthur Whittaker, che offrì la sua collaborazione nel settore commerciale e che rimase al fianco di William Lyons per circa cinquant'anni.

 
Uno dei primi esemplari, la SS1 in versione cabriolet (1932).

L'attività risultò presto redditizia, a tal punto che già nel 1926 si rese necessario il trasferimento in una sede più ampia e la produzione non tardò a includere anche il settore automobilistico. In virtù di questa espansione, la Swallow Sidecar Company cambiò ragione sociale divenendo Swallow Sidecar Company Coachbuilding, specializzandosi in versioni ricarrozzate della Austin Seven[1] e il talento imprenditoriale di William Lyons si espresse anche nel disegnare carrozzerie esteticamente valide e piacenti, riscuotendo notevoli consensi. Complessivamente, la Swallow Sidecar Company Coachbuilding realizzò circa 3.500 modelli di Austin Seven Swallow e, sulla stessa base, Lyons commissionò anche la produzione di alcune fortunate versioni torpedo al carrozziere Cyril Holland.

 
Una Mark IV del 1945, la prima vettura a marchio Jaguar.

Nel 1928 avvenne un nuovo trasferimento, presso la storica sede di Swallow Street a Coventry, per un ulteriore ingrandimento.

Intorno al 1930 avvenne il definitivo passaggio dalla produzione motociclistica a quella automobilistica e nel 1934 William Lyons rimase solo al comando dell'azienda, poiché William Walmsley diede le dimissioni.

Da quel momento la ragione sociale mutò in SS Cars Ltd. e iniziò la propria produzione di vetture di lusso. Nel 1931 venne presentata la SS1 Jaguar, una delle prime vetture della casa inglese.

Nel 1945, dopo il periodo bellico e gli ingenti danni dovuti ai bombardamenti che colpirono duramente Londra ma anche poli industriali come Coventry, la produzione riprese utilizzando il solo marchio Jaguar, già comparso sui precedenti modelli d'anteguerra. Il relativo cambio della ragione sociale si rese doveroso poiché, al termine della Seconda guerra mondiale, la sigla "SS" era associata alle Schutzstaffeln naziste.

Il primo modello a marchio Jaguar ad esordire nel 1945 fu la celebre Mark IV con motori a 4 o 6 cilindri da 1,5, 2,5 e 3,5 litri. Queste vetture, benché il nome commerciale dell'epoca fosse semplicemente Saloon (berlina), sono abitualmente conosciute come Mark IV. Nel 1947 arrivarono anche le versioni cabriolet (solo a 6 cilindri) denominate Drophead e una versione ridisegnata della Mark IV denominata Mark V.

 
Una XK120 del 1950.

A seguito della politica economica del Governo inglese che favoriva l'approvvigionamento di acciaio e alluminio a prezzi di favore alle industrie che esportavano prodotti finiti nei paesi a moneta forte (soprattutto gli Stati Uniti), la Jaguar pensò ad un modello da vendere massicciamente anche negli Stati Uniti, ovvero la XK120 commercializzata con un discreto successo a partire dal 1948. Mentre proseguiva la successione delle grandi berline (dalla Mark VII del 1950 alla Mark IX del 1961), la Jaguar profuse grande impegno nell'attività sportiva, partecipando soprattutto alla 24 Ore di Le Mans. Furono ben cinque le vittorie della Jaguar alle edizioni degli anni cinquanta della celebre gara di durata francese: nel 1951 con la XK 120 C, nel 1953 con la C-Type, nel 1955, 1956 e 1957 con la D-Type. Il frutto di queste vittorie, oltre ai benefici d'immagine al marchio, fu il lancio della XKSS, una fortunata versione stradale della D-Type, dalla quale derivò poi la futura E-Type.

A metà degli anni cinquanta la casa di Coventry proseguiva nella sua ascesa evolvendo da realtà artigianale a industria. Questo passaggio fu favorito dal successo di modelli storici come la Mark I del 1955 e il celeberrimo modello sportivo E-Type del 1961.

Nel 1960 a suggellare la crescita della prestigiosa casa britannica contribuirono anche le acquisizioni della Daimler e della Coventry Climax. Dal quel momento iniziò anche il trasferimento di una parte sempre più consistente della produzione da Swallow Street all'attuale sede di Browns Lane, sempre a Coventry, presso gli ex-stabilimenti Daimler. Con l'acquisizione di questo storico marchio britannico, la produzione delle sue imponenti berline limousine venne interrotta e il logo "Daimler" divenne un semplice marchio delle versioni più ricche dei modelli Jaguar, a partire dalla Mark X del 1961 e dalla S-Type del 1963.

La Jaguar raggiunse l'apice a metà anni sessanta e da allora visse una fase discendente. Eccetto la famosissima E-Type, infatti, gli altri modelli erano abbastanza obsoleti. Inoltre, molti personaggi come Heynes e Whittaker stavano andando in pensione e lo stesso Sir William Lyons era preoccupato per la sua successione, specialmente dopo la perdita del figlio avvenuta nel 1955, a seguito di un incidente stradale.

Nel 1966 la soluzione migliore che si prospettò fu quella di cedere la proprietà della Jaguar alla British Motor Corporation, pur rimanendone in carica come presidente.

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